Come abbassare il cortisolo velocemente (fino al 30%!)

Come abbassare il cortisolo rapidamente? Oggi ti spiego le migliori strategie basate sulla scienza per regolare i tuoi ormoni.

Il cortisolo sta bloccando i tuoi progressi e non ti fa perdere quel grasso ostinato? Scopri i metodi pratici per diminuire questo ormone fino al 30%.

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Cosa sono gli ormoni

Per dimagrire puoi provare tutte le diete del mondo senza ottenere risultati, oppure provare solo a diminuire le calorie ed ottenere risultati.

Non sto dicendo che seguire una dieta sia sbagliata, anzi tutto il contrario, ma che la dieta degli ormoni non esiste (come tante altre).

Gli ormoni sono semplicemente dei messaggeri che permettono alle cellule del corpo di comunicare tra di loro per mantenere l’omeostasi, ovvero un equilibrio di ogni parametro (produzione di energia, consumo di energia, ecc…).

L’azione di un ormone generalmente influenza la cellula in tre modi:
– incentivando la sintesi di specifiche proteine
– modificando la permeabilità a determinate sostanze
– modulando l’attività degli enzimi, ovvero gli operai delle nostre cellule che lavorano le molecole velocizzando le reazioni chimiche

Bisogna dire che c’è molto marketing dietro all’informazione riguardante gli ormoni, specialmente quelli più famosi (cortisolo, insulina, ecc…).

Cos è il cortisolo?

Il cortisolo è un ormone steroideo prodotto dalle ghiandole surrenali, spesso identificato come “l’ormone dello stress”. I suoi livelli, infatti, aumentano sensibilmente in risposta a stress psicologici, fisici, traumi o processi infiammatori.

Oltre alla risposta agli stimoli esterni, segue un preciso ritmo circadiano: i livelli raggiungono il picco massimo alle prime luci dell’alba per poi calare progressivamente durante la sera.

In condizioni normali, il corpo ne produce tra gli 8 e i 25 mg al giorno, ma questa quantità può facilmente raddoppiare in situazioni di forte stress.

Le sue funzioni principali includono:

  • Azione antinfiammatoria e immunosoppressiva;

  • Effetto catabolico, lipolitico, lipogenico e gluconeogenico;

  • Ruolo cruciale nella risposta psiconeuroendocrina dello stress.

Come per ogni altro processo fisiologico, la chiave non è eliminarlo, ma imparare a gestirlo attraverso uno stile di vita ottimale a 360 gradi.

Il cortisolo alto fisiologico

Al di fuori di patologie come la sindrome di Cushing, il legame tra cortisolo e peso diventa molto più sfumato e complesso.

Nella popolazione generale non assistiamo a un ipercortisolismo costante, ma a variazioni temporanee influenzate da stress, sonno e alimentazione.

Le evidenze scientifiche attuali, tra cui meta-analisi e revisioni sistematiche, aiutano a fare chiarezza su questo rapporto:

1) Correlazione non è causalità >>Una meta-analisi del 2022 (Obesity Reviews) ha confermato un’associazione tra livelli di cortisolo a lungo termine (misurati nei capelli) e parametri come BMI o circonferenza vita.

Tuttavia, essendo studi trasversali, non dimostrano che il cortisolo causi l’obesità; è altrettanto probabile che sia l’obesità stessa ad alterare l’asse ormonale.

2) Risultati deboli nei giovani >>Anche nei bambini e negli adolescenti, una revisione del 2022 mostra che il legame tra cortisolo e grasso corporeo è debole e pesantemente influenzato da fattori esterni come lo status socioeconomico, lo stress familiare e la qualità del sonno.

L’idea che lo stress faccia ingrassare “automaticamente” tramite il cortisolo è una semplificazione eccessiva: il metabolismo risponde a un insieme di segnali dove il comportamento e l’ambiente giocano un ruolo spesso superiore al singolo ormone.

Il cortisolo alto patologico

C’è una condizione in cui il cortisolo è realmente, patologicamente e cronicamente elevato: la sindrome di Cushing. In questo caso, l’aumento di peso — specialmente a carico del grasso viscerale — non è una semplice possibilità, ma un fattore chiave.

Secondo un consensus internazionale della Pituitary Society (2021) e le linee guida dell’Endocrine Society, l’ipercortisolismo cronico scatena una serie di effetti a catena:

  • Aumento importante della fame: il segnale di sazietà viene alterato, portando a un’assunzione calorica maggiore.

  • Adiposità centrale: il grasso si accumula preferenzialmente sul tronco e sul viso.

  • Perdita di massa muscolare: il catabolismo proteico riduce i muscoli, abbassando di conseguenza il metabolismo basale.

  • Alterazioni metaboliche: ipertensione, iperglicemia e un netto aumento del rischio cardiovascolare.

In ogni caso, come confermato da una revisione del 2023, questa patologia colpisce tra le 2 e le 8 persone ogni milione (all’anno). Una malattia è definita rara se colpisce non più di 5 persone ogni 10.000 abitanti e qui siamo a 0.2-0,8 persone ogni dieci mila come valore di riferimento.

La sindrome è da 60 a 250 volte più rara della soglia massima per essere definita “malattia rara”.

I farmaci sono il problema?

Il discorso cambia drasticamente quando passiamo dal cortisolo prodotto naturalmente dal corpo ai corticosteroidi assunti come farmaci. In questo ambito, l’evidenza scientifica è molto più robusta e diretta.

Una vasta revisione sistematica pubblicata su BMJ Open nel 2022 conferma che la terapia corticosteroidea sistemica — specialmente se protratta nel tempo e ad alti dosaggi — è strettamente associata a eventi avversi metabolici, tra cui l’aumento di peso e le alterazioni della glicemia.

Ecco i punti chiave emersi dagli studi clinici:

  • Associazione certa: L’aumento di peso è uno degli effetti collaterali più comuni e monitorati nelle terapie prolungate con glucocorticoidi.

  • Variabilità individuale: Sebbene il legame sia chiaro, esiste un’ampia differenza nel modo in cui ogni singola persona reagisce al farmaco.

Mentre per lo stress quotidiano il cortisolo è solo uno dei tanti fattori in gioco, nel caso della terapia farmacologica l’impatto ormonale è talmente potente da diventare davvero rilevante.

Come diminuire il cortisolo del 30%

Una problematica ormonale va spesso considerata più come una conseguenza che come la causa diretta dell’aumento eccessivo di grasso corporeo, come ad esempio per l’insulino-resistenza.

Questa condizione comporta una progressiva alterazione della composizione corporea, rendendo estremamente difficile l’incremento della massa muscolare.

Allo stesso tempo, diventa molto più semplice accumulare nuovo tessuto adiposo, complicando ulteriormente il quadro clinico e la gestione del peso.

Se ti stai chiedendo se il cortisolo stia influenzando il tuo peso, la chiave è guardare al quadro generale piuttosto che al singolo ormone.

Nel caso in cui lo stress sia accompagnato da scarso riposo notturno e da una spiccata fame emotiva, è plausibile che esso contribuisca all’aumento di peso, ma lo fa principalmente in modo indiretto.

L’effetto biologico medio dello stress sul grasso corporeo è infatti modesto e varia enormemente tra gli individui.

Piuttosto che cercare di abbassare il cortisolo attraverso l’uso di integratori, la strategia più efficace consiste nell’intervenire sui canali attraverso cui lo stress si traduce concretamente in un surplus calorico.

Questo significa lavorare sulla qualità del sonno, sulla corretta nutrizione, sulla gestione dell’ambiente alimentare e sulla costanza nell’attività fisica. Sono queste le vere leve che permettono di riprendere il controllo del metabolismo e del bilancio energetico.

Uno studio randomizzato su 171 persone con sindrome metabolica ha confrontato lo yoga restaurativo con lo stretching a basso impatto.

Contro le aspettative, il gruppo stretching ha mostrato riduzioni significativamente maggiori di:

  • cortisolo al risveglio (−22%)

  • cortisolo serale

  • stress percepito (a 1 anno)

L’effetto è stato probabilmente dovuto soprattutto al supporto sociale e al senso di appartenenza (presenti nel gruppo stretching, assenti nello yoga, dove i partecipanti restavano in silenzio con gli occhi coperti).

La dieta ormonale per dimagrire

La dieta ormonale è semplicemente un bellissimo sogno ed una fantastica utopia che distoglie l’attenzione da ciò che conta realmente nella nutrizione: il bilancio energetico.

Questa dieta così come tante altre (leggi articolo >> La dieta epigenetica) significano tutto e non significano niente, perché non esistono ormoni cattivi da bloccare oppure ormoni buoni da attivare.

Anche gli ormoni “stuprati” dalla stampa come il cortisolo sono stati fondamentali durante l’evoluzione, e anche oggi ci permettono di sopravvivere a giornate stressanti/impegnative.

Ovviamente esistono ormoni che hanno una funzione catabolica sul tessuto adiposo, come glucagone, GH, cortisolo e adrenalina, che si attivano fortemente però quando c’è un deficit energetico, a prescindere da ciò che mangi.

Se pensi però ancora una volta che contano solo le calorie o che queste ultime non contino affatto ti sbagli, perché il nostro corpo ha bisogno di tutto nella giusta quantità.

In ogni caso, a parer mio, è possibile prendere spunto da qualsiasi dieta al mondo per mettere giù un menù pratico e salutare.

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Bibliografia

van der Valk E. et al. Cross-sectional relation of long-term glucocorticoids in hair with anthropometric measurements and their possible determinants: A systematic review and meta-analysis. Obes Rev. 2022

Ma L. et al. Associations Between Different Cortisol Measures and Adiposity in Children: A Systematic Review and Meta-Analysis. Front Nutr. 2022

Fleseriu M. et al. Consensus on diagnosis and management of Cushing’s disease: a guideline update. Lancet Diabetes Endocrinol. 2021

Reincke M, Fleseriu M. Cushing Syndrome: A Review. JAMA. 2023

Kulkarni S. et al. Metabolic adverse events associated with systemic corticosteroid therapy-a systematic review and meta-analysis. BMJ Open. 2022

Corey SM. et al. Effect of restorative yoga vs. stretching on diurnal cortisol dynamics and psychosocial outcomes in individuals with the metabolic syndrome: the PRYSMS randomized controlled trial. Psychoneuroendocrinology. 2014

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