Quante calorie ha il panettone?

Le calorie del panettone non sono certo poche, ma è possibile mangiarlo senza avere delle conseguenze negative su salute e metabolismo?

Con l’arrivo della fine dell’anno il panettone comincia ad essere un dolce super desiderato, così come diventa più frequente la preoccupazione di se e come mangiarlo, soprattutto se ci tieni alla salute.

Facciamo chiarezza sulla sua composizione nutrizionale per darti risposte pratiche su come comportarti a tavola!

PS. Se hai dubbi o domande scrivimi all’indirizzo mail danieldragomir8@gmail.com

Cos è il panettone?

Il panettone è uno dei più famosi dolci natalizi in Italia, considerato un vero prodotto artigianale realizzato con ingredienti selezionati.

La sua preparazione segue una ricetta tradizionale basata su un impasto lievitato che comprende diversi elementi fondamentali.

Ecco i componenti principali che caratterizzano questo dolce:

  • Acqua e farina.

  • Uova e burro.

  • Uvette e canditi.

In Italia, alla fine di ogni anno, il mondo si divide tra chi preferisce il panettone e chi il pandoro.

A differenza del primo, il pandoro è molto semplice e non contiene al suo interno uvetta o pezzi di frutta.

L’origine della storia del panettone non è del tutto chiara, poiché esistono diverse leggende collegate alla nascita di questo nome.

Per il consumo non ci sono regole o orari: puoi mangiarlo in qualsiasi momento della giornata secondo i tuoi gusti.

Molti lo preferiscono dopo la cena, mentre altri lo mangiano con il latte a colazione o lo rendono più dolce farcendolo con panna o cioccolato.

Non conta il momento in cui lo mangi, poiché se lo consumi la sera non ingrassi di più.

Allo stesso modo, non conta se lo abbini a un cibo sano: mangiarlo con una fonte proteica per abbassare l’indice glicemico non ti farà ingrassare di meno.

Dopo l’apertura della confezione, il prodotto si può conservare fino a 30 giorni nella sua busta speciale ben chiusa.

È importante chiudere bene il sacchetto per evitare che entri aria e ne rovini la consistenza.

Tuttavia, ti consiglio di riservare il suo consumo solo nelle occasioni speciali per godertelo al meglio e rispettare il suo uso occasionale.

Quante calorie ha una fetta di panettone?

Di seguito trovi le calorie del panettone per 100 g e per fetta da 80 g, prendendo come riferimento la ricetta tradizionale con i canditi.

Valori Nutrizionali Per 100 g Per fetta media (80 g)
Calorie (kcal) 377 302
Carboidrati (g) 53,2 42,6
di cui zuccheri (g) 28,0 22,4
Grassi (g) 15,0 12,0
di cui saturi (g) 9,1 7,0
Proteine (g) 6,3 5,0
Sale (g) 0,3 0,24

Una fetta media di panettone apporta circa 300 kcal. Per darti un’idea del suo potere calorico, questa quantità corrisponde a circa 5-6 biscotti oppure a 70 g di pasta condita con un cucchiaio d’olio.

A seconda della marca scelta possono esserci piccole variazioni nei macronutrienti, ma la differenza non è così marcata da giustificare la scelta di un prodotto rispetto a un altro.

Le versioni ricoperte di cioccolato o farcite con creme all’interno risultano sicuramente più caloriche. In ogni caso, questo aspetto cambia poco la sostanza: il consumo deve rimanere occasionale e in quantità moderate.

Il segreto è prediligere la qualità (scegliendo il tuo preferito) rispetto alla quantità, evitando di abbuffarti eccessivamente.

Lo stesso principio si applica a qualsiasi altro dolce.

Se desideri del cioccolato, la differenza tra quello al latte o il fondente è minima ai fini del peso, poiché entrambi vanno consumati con moderazione.

Al contrario di quanto si pensa comunemente, il fondente non è necessariamente una scelta migliore in termini assoluti.

Quante calorie ha il panettone artigianale?

Un panettone artigianale può essere più buono di uno industriale, ma non è una certezza assoluta.

Il Decreto Ministeriale del 22 luglio 2005 definisce con precisione millimetrica le caratteristiche e la composizione legale di quello che può essere chiamato “Panettone”.

Di seguito sono riportati i requisiti stabiliti dalla legge per la produzione:

Categoria Componenti e Caratteristiche
Definizione Legale Prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida.
Ingredienti Obbligatori Farina, zucchero, uova fresche, burro, uvetta, scorze di agrumi candite, lievito naturale e sale.
Ingredienti Facoltativi Latte e derivati, miele, malto e burro di cacao per arricchire il gusto.
Coadiuvanti e Additivi Lievito di birra, emulsionanti e aromi naturali. È consentito l’uso di alcuni conservanti a discrezione del produttore.

Non esistono additivi proibiti per gli artigiani. Spesso si evitano i conservanti per giustificare il prezzo, ma anche grandi maestri usano aromi naturali.

Gli emulsionanti (mono e digliceridi degli acidi grassi) non sono pericolosi: servono a mantenere il dolce soffice impedendo la separazione tra grassi e acqua.

Ecco alcune verità su questi componenti:

  • Sono grassi smontati innocui, presenti naturalmente nei cibi come le lecitine.

  • Gli “emulsionanti naturali” da soia o girasole sono spesso solo una strategia di marketing.

  • Vengono usati in dosi minime (circa 1%) e garantiscono una fragranza duratura.

Spesso ci spaventiamo per gli additivi ma trascuriamo problemi reali come il sovrappeso.

Il panettone artigianale ha solitamente una scadenza breve per l’assenza di questi aiuti tecnici, ma un prodotto che resta morbido più a lungo grazie agli emulsionanti è un vantaggio per il consumatore.

Scegliamo in base al gusto e alla qualità, ricordando che un dolce resta tale e va consumato con moderazione.

Quante calorie ha il panettone light?

Sceglieresti un panettone pubblicizzato come low-sugar dal costo elevato (25-30 euro) o un panettone classico molto più economico (5-10 euro)?

Questo è un esempio tipico di come l’eliminazione di un macronutriente, in questo caso gli zuccheri, venga bilanciata con l’aumento di un altro, ovvero i grassi.

Il profilo calorico finale rimane infatti molto simile, con circa 396 kcal contro le 362 kcal della versione tradizionale.

Valori Nutrizionali (per 100 g) Prodotto 1 (Low-Sugar) Prodotto 2 (Classico)
Energia (Kcal) 396 362
Grassi (g) 19 12
– di cui acidi grassi saturi (g) 12 7,7
Carboidrati (g) 48 55
– di cui zuccheri (g) 4,9 28
Fibre (g) 2,5 3,0
Proteine (g) 7,8 6,8
Sale (g) 0,4 0,48

Nel panettone senza zuccheri viene aggiunto semplicemente più burro e il sapore dolce è garantito dall’uso del maltitolo.

In queste versioni mancano solitamente canditi e uvetta, sostituiti dal cioccolato che apporta ulteriori grassi. Le piccole tracce di zuccheri presenti derivano proprio da quest’ultimo ingrediente.

Il prodotto senza zuccheri viene spesso venduto come più sano puntando sulla narrazione del picco glicemico che rimarrebbe basso, evitando così di far ingrassare…tutto falso!

Analizzando i dati, la teoria crolla poiché i carboidrati totali risultano comparabili tra le due versioni.

Inoltre, come evidenziato in tabella, emergono differenze sostanziali nel profilo lipidico:

  • Il panettone low-sugar contiene ben 19 g di grassi totali, di cui 12 g di acidi grassi saturi.

  • Il panettone tradizionale contiene circa 12 g di grassi totali e solo 7,7 g di grassi saturi.

Dal punto di vista salutistico, l’eventuale beneficio della riduzione degli zuccheri viene annullato da un’assunzione molto più elevata di grassi saturi, considerati meno salutari.

In realtà, questo non sarebbe un problema se i dolci venissero consumati come si dovrebbe: in piccole quantità e solo in occasioni speciali.

Il panettone senza lattosio?

In Italia circa il 50% della popolazione presenta una ridotta capacità di digerire il lattosio, ma è fondamentale distinguere tra essere “mal-digestori” ed essere realmente intolleranti.

Come direbbe Boskov, l’intolleranza si manifesta solo quando appaiono i sintomi.

La realtà scientifica mostra una situazione rassicurante:

  • Circa il 90% dei mal-digestori non avverte alcun disturbo finché non introduce almeno 12g di lattosio in un’unica soluzione, dose contenuta in circa 250g di latte.

  • Solo il restante 10% manifesta sintomi con dosi inferiori, come 5g o, in casi rarissimi, 1g.

  • Si stima che il 15-30% delle persone che riferiscono sintomi non sia affatto intollerante o non abbia carenza di lattasi.

I disturbi riferiti spesso derivano da altre condizioni come l’intestino irritabile, la SIBO, la celiachia o l’effetto nocebo causato da stress e messaggi allarmistici.

Evitare alimenti con tracce minime di lattosio è, nel 99.9% dei casi, totalmente inutile.

Prendiamo l’esempio del panettone:

Un panettone classico da 1 kg contiene circa 150-200g di burro.

Poiché 100g di burro contengono al massimo 1g di lattosio, un intero dolce ne contiene circa 2g (o 5g se sono aggiunti latte o panna).

Una singola fetta da 100g apporta appena 0,5g di lattosio.

Solo pochissime persone al mondo con intolleranze gravissime potrebbero risentirne; per tutti gli altri, l’eventuale fastidio ha origini diverse.

Contrariamente a quanto si crede, il lattosio non si accumula nel tempo. Ecco un chiarimento su come funziona realmente l’assunzione:

Concetto Verità Scientifica
Effetto Accumulo Falso, il lattosio non si somma nei giorni fino a scatenare sintomi dopo tempo.
Soglia di Reazione La reazione è legata alla dose assunta nel breve termine, non ai residui dei giorni precedenti.
Gestione Tracce Tracce minime (come quelle nel panettone) sono sicure per la quasi totalità degli intolleranti.

Cosa devo mangiare? 

Ci sono due principi che deve seguire la tua nutrizione:

  • Alimentazione sana
  • Alimentazione piacevole

La dieta occidentale tipica dell’italiano medio è piacevole, con cibi ultraprocessati, bevande zuccherate ed alcolici, ma non è sana.

Invece la classica dieta di tanti nutrizionisti, che prevedono porridge e finte pizze di albumi (che spesso non piacciono), è sana ma non piacevole.

Il regno dei succhi alcalinizzanti e dei clisteri detox di caffè invece riguardano il peggio del peggio: una nutrizione non sana e neanche piacevole.

Ed infine abbiamo la dieta sana e piacevole, che riguarda una dieta bilanciata ma con alimenti di ottima qualità scelti anche in base ai gusti personali.

Ovviamente se sei abituato a mangiare cibi molto dolci, perchè addirittura in certi casi si arriva a zuccherare la frutta che è già zuccherata naturalmente, non sarà istantaneamente piacevole passare ad una nutrizione meno dolce o meno salata (se hai il problema opposto).

Ti assicuro però, che nel giro di poche settimane, tutto cambierà ed inizierai ad apprezzare dei gusti che forse non hai mai saputo riconoscere veramente.

Hai mai sentito il detto che non si ingrassa da Natale a Capodanno (pochi giorni/settimane) ma da Capodanno a Natale (un anno intero)?

Questo famoso detto non è così corretto dal punto di vista statistico: uno studio su una delle riviste più prestigiose del mondo ci mostra come è proprio nel periodo di fine anno che si accumula più peso!

Se vuoi approfondire lo studio: Helander EE, Wansink B, Chieh A. Weight Gain over the Holidays in Three Countries. N Engl J Med. 2016

La soluzione durante gli sgarri è mangiare con libertà ma con giudizio: devi alzarti da tavola appagato e soddisfatto, ma non appesantito e col pancione!

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