Sindrome da stanchezza cronica: come superarla?

La stanchezza ti perseguita? Andiamo a scoprire cause, rimedi e il ruolo di dieta ed integratori!

Una stanchezza cronica riguarda un affaticamento persistente e grave che non sempre migliora con il riposo e che limita la possibilità di svolgere le normali attività quotidiane. Ma cosa bisogna fare?

PS. Se hai dubbi o domande scrivimi all’indirizzo mail danieldragomir8@gmail.com

Cos è la stanchezza cronica?

Definire con precisione la stanchezza cronica non è affatto semplice, poiché chi ne soffre manifesta sintomi molto diversi e con intensità variabili.

In genere, questa sindrome è caratterizzata da una spossatezza estrema che persiste da almeno sei mesi e che incide pesantemente sulla qualità della vita.

Molte persone si trovano costrette a sacrificare il tempo libero e gli affetti per conservare le poche energie rimaste per il lavoro, arrivando nei casi più gravi all’invalidità.

Possibili Cause Simili Condizione Medica Nota Importante
Carenza di ferro Anemia Richiede esami del sangue
Tiroide pigra Ipotiroidismo Rallenta il metabolismo
Intolleranze Celiachia Causa infiammazione sistemica

A causa di una sintomatologia così vasta e di origini spesso poco chiare, la diagnosi corretta risulta essere una vera sfida per i medici.

È molto frequente che la sindrome venga confusa con altre patologie che provocano un senso di esaurimento fisico del tutto sovrapponibile.

Proprio per questo motivo, è fondamentale evitare assolutamente le auto-diagnosi basate su ricerche online e rivolgersi invece a uno specialista esperto:

  • Non cercare soluzioni rapide prima di aver consultato il tuo medico di base.

  • Analizza oggettivamente le tue abitudini quotidiane prima di allarmarti.

  • Ricorda che uno stile di vita sregolato è la prima causa di cali energetici.

Non devi neanche cercare per forza un “colpevole” perche se mangi male, lavori troppo, ti idrati poco e dormi ancora meno…la stanchezza è una conseguenza inevitabile!

Quando la stanchezza deve preoccupare?

Attualmente le stime globali indicano che una popolazione compresa tra i 17 e i 24 milioni di persone soffre della sindrome da fatica cronica.

Si tratta di una condizione che colpisce in modo prevalente l’universo femminile, con diagnosi che risultano circa due volte più frequenti rispetto agli uomini.

La stanchezza cronica non va confusa con la normale spossatezza che tutti proviamo dopo una giornata intensa o una notte passata in bianco.

Caratteristica Stanchezza Comune Sindrome da Fatica Cronica
Origine Sforzo fisico o mentale Spesso non identificabile
Durata Temporanea (ore o giorni) Superiore ai 6 mesi
Riposo Risolutiva dopo il sonno Inefficace o non rigenerante

Bisogna iniziare a preoccuparsi quando questa sensazione smette di essere legata a fattori stressanti passeggeri e diventa una presenza costante.

Se ti senti esausto anche nei periodi dell’anno teoricamente più tranquilli o durante le vacanze, potresti essere davanti a un segnale d’allarme da non sottovalutare.

La differenza fondamentale risiede nell’intensità e nella durata del sintomo, che superano nettamente i limiti della fatica fisiologica a cui siamo abituati.

1) Non è paragonabile al recupero necessario dopo una lunga escursione in montagna.

2) Non scompare semplicemente staccando la spina dagli impegni lavorativi.

3) Persiste nonostante si cerchi di dormire un numero adeguato di ore ogni notte.

Soprattutto tra le donne lavoratrici, il confine tra il semplice “burnout” e la sindrome cronica può diventare molto sottile e difficile da tracciare.

Riconoscere che non si tratta di pigrizia o di un calo passeggero è il primo passo per affrontare il problema con la giusta consapevolezza medica.

Un approccio serio richiede di osservare come il corpo reagisce agli stimoli quotidiani nel lungo periodo, monitorando ogni segnale di mancato recupero.

Cause della stanchezza

Questi sintomi sono indicativi della sindrome da stanchezza cronica:

  1. Insorgenza improvvisa: la comparsa dei disturbi avviene in un momento preciso e spesso ricollegabile a un forte evento stressante.

  2. Stanchezza intensa: un esaurimento fisico e mentale tale da impedire le normali attività, con un peggioramento evidente dopo ogni sforzo.

  3. Lunga durata: le manifestazioni sintomatiche persistono in modo continuativo per un periodo che supera i sei mesi.

  4. Assenza di riposo: la sensazione di spossatezza non svanisce nemmeno dopo aver dormito a lungo o aver riposato a sufficienza.

  5. Difficoltà cognitive: insorgenza di problemi legati alla sfera del pensiero e della lucidità mentale.

Rimedi per la stanchezza

Attualmente non esistono cure specifiche per questa condizione e l’unico modo per affrontarla è gestire le proprie energie attraverso una pianificazione molto attenta delle attività quotidiane.

La prognosi a lungo termine è estremamente variabile: ci sono casi di guarigione totale, ma purtroppo anche situazioni di peggioramento irreversibile della salute.

Dal punto di vista economico, la perdita di produttività causata da questa sindrome è paragonabile a quella di altre gravi malattie croniche.

Nel 2004 è stato calcolato che il costo per persona era di circa ventimila dollari, che oggi corrispondono a circa trentamila dollari se consideriamo il valore aggiornato.

Se aggiungiamo anche le spese per le cure mediche, il peso economico associato alla malattia può arrivare a raddoppiare per ogni singolo paziente.

Tuttavia, per mia esperienza personale, posso dirti che nella maggior parte dei casi le persone che lamentano stanchezza è perché non si prendono cura di se stesse.

Le Zone Blu sono quelle aree del mondo dove le persone vivono più a lungo e in salute .

Studi hanno rivelato che, nonostante siano distanti tra loro, condividono nove abitudini comuni, chiamate “Power 9”, che sembrano essere il segreto della loro longevità.

Sicuramente già seguire tutti questi punti permette di abbassare notevolmente sia i livelli di stanchezza oggettivi ma anche la stanchezza percepita, che diminuisce all’aumentare dello scopo di vita che una persona ha.

Gli integratori servono?

Il termine stesso lo suggerisce: gli integratori servono a colmare una mancanza, ma questa carenza deve essere dimostrata prima di procedere all’assunzione.

A differenza di rari supplementi tecnici come la creatina, nel 99,9% dei casi non ne abbiamo alcun bisogno reale, poiché viviamo in un’epoca di abbondanza alimentare.

Esistono pochissime eccezioni supportate dalla scienza, dove l’integrazione è necessaria per la salute pubblica o condizioni specifiche.

Sostanza Destinatario Motivo dell’integrazione
Iodio Tutta la popolazione Obbligatorio per legge nel sale
Folati Donne in gravidanza Prevenzione malformazioni fetali
Vitamina B12 Vegani o anziani Assenza di fonti o scarso assorbimento

Al di fuori di questi contesti, un individuo in salute non ha alcuna necessità di integrare, e questo vale sorprendentemente anche per la maggior parte degli sportivi.

Il mercato è inondato da prodotti inutili perché, a differenza dei farmaci, gli integratori non richiedono prove di efficacia per essere messi in commercio.

Quando avvertite quel senso di stanchezza, molto spesso siete semplicemente stanchi: non è quasi mai un problema di carenza di sali minerali.

Il vero reparto integratori lo trovi al supermercato, sotto il cartello “Frutta e Verdura”.

Il magnesio è presente ovunque, dai legumi alla pasta, dal pesce alla frutta secca…quindi stati carenziali di magnesio si verificano solo in caso di alcolismo o gravi patologie renali e altre malattie.

Utilizzare frequentemente multivitaminici non offre alcun beneficio concreto sulla longevità o sulla riduzione della mortalità.

Anzi, concentrarsi sulla qualità del cibo piuttosto che sulle pillole è l’unica strategia che fornisce benefici reali sulla salute a lungo termine.

Mettere in commercio questi prodotti è estremamente facile perché non serve ricetta medica, alimentando un business basato spesso sulla suggestione del consumatore.

Per la stragrande maggioranza della popolazione, l’integrazione risulta quindi superflua e priva di fondamento scientifico se la base alimentare è varia.

Dieta per la stanchezza cronica

La dieta per la stanchezza cronica non esiste, ma esiste una dieta equilibrata che porta salute, longevità e aiuta a prevenire la stanchezza.

Uno tra i metodi più semplici per ottimizzare la tua nutrizione è il piatto unico proposto dalla Harvard University: prendi un piatto, dividilo a metà, di cui la prima metà sarà composta da verdura cotta e/o cruda, mentre la seconda metà va divisa tra proteine (alternando vegetali ed animali) e carboidrati.

Ed ecco uno schema pratico da seguire per inserire in modo graduale questa pratica, nei pasti principali (pranzo e cena), in sole 4 settimane.

Giorno 1° Week 2° Week 3° Week 4° Week
Lunedì Harvard Harvard Normale Harvard
Martedì Normale Harvard Harvard Harvard
Mercoledì Harvard Normale Harvard Harvard
Giovedì Normale Harvard Harvard Harvard
Venerdì Harvard Normale Normale Harvard
Sabato Normale Harvard Harvard Normale
Domenica Normale Normale Normale Harvard

Più esami significa meno stanchezza?

È un’idea estremamente diffusa: fare le analisi del sangue ogni tanto, anche senza sintomi, per controllare che “vada tutto bene”.

Fare gli esami del sangue “a caso” o senza una precisa ragione clinica, infatti, potrebbe non essere la scelta migliore per la nostra salute.

Secondo lo studio “General health checks in adults for reducing morbidity and mortality from disease” (Krogsbøll LT. et al. 2019) le analisi del sangue effettuate su persone sane e asintomatiche:

  • Non riducono significativamente i decessi per tumori, ictus o malattie cardiache.
  • Non migliorano necessariamente la salute futura dell’individuo.

Al contrario, quello che spesso producono è un fenomeno chiamato sovradiagnosi.

Si verifica quando gli esami rilevano piccole alterazioni o valori “borderline” che non avrebbero mai causato problemi reali alla salute. Questo porta a una spirale negativa:

  1. Ansia inutile per il paziente.
  2. Esami di approfondimento superflui (e spesso invasivi).
  3. Trattamenti medici non necessari per condizioni che sarebbero rimaste silenti e innocue.

Un errore comune è sopravvalutare ciò che i test possono dirci. Prendiamo i marcatori tumorali: molti pensano servano a scoprire se si ha un cancro.

In realtà:

– Possono risultare normali anche in presenza di tumori avanzati.

– Possono risultare alterati in persone perfettamente sane.

Utilizzarli come test di screening senza un sospetto specifico è spesso inutile e fuorviante.

Fare mille esami a caso non sostituisce uno stile di vita sano. La prevenzione primaria, quella che conta davvero, si basa su pilastri fondamentali:

  1. Alimentazione equilibrata.
  2. Attività fisica regolare.
  3. Riposo adeguato.

Affidati sempre al tuo medico di fiducia: è l’unico che può decidere quali esami hanno senso per te, basandosi sulla tua storia personale e clinica.

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