Il peso non cambia, ma il tuo corpo sì: la bilancia non racconta tutta la verità

Una delle domande che mi viene fatta più spesso durante un percorso di coaching è: “Il peso è fermo da due settimane. Sto sbagliando qualcosa?”

È una domanda più che comprensibile. Quando ci si impegna con costanza, seguendo il piano alimentare e gli allenamenti, è normale aspettarsi di vedere la bilancia scendere. E quando questo non succede, il primo pensiero è quasi sempre lo stesso: “Forse quello che sto facendo non funziona.”

Nella realtà, però, il peso racconta solo una parte della storia. Il nostro corpo cambia continuamente e non sempre questi cambiamenti si riflettono immediatamente sul numero che vediamo sulla bilancia. Per questo motivo, basare tutto su un unico parametro può farci credere che non stiamo ottenendo risultati, quando in realtà il corpo sta già cambiando.

In questo articolo vedremo perché il peso può rimanere stabile anche quando i progressi ci sono, quali sono i parametri davvero importanti da monitorare e come interpretare correttamente i risultati durante un percorso di dimagrimento.

Il corpo cambia anche quando la bilancia non lo mostra 

Uno degli errori più comuni durante un percorso di dimagrimento è pensare che i risultati siano visibili esclusivamente attraverso il peso sulla bilancia.

In realtà, il nostro corpo può cambiare anche quando quel numero rimane uguale.

Un esempio molto frequente è quello della ricomposizione corporea, cioè un processo in cui si riduce la quantità di grasso corporeo mantenendo, o in alcuni casi aumentando, la massa muscolare. Questo può succedere soprattutto nelle persone che iniziano ad allenarsi con costanza, migliorano la propria alimentazione o riprendono un’attività fisica dopo un periodo di inattività. 

Un aspetto importante da capire è che il peso corporeo, da solo, non descrive la composizione del nostro corpo. Due persone possono pesare esattamente 80 kg, ma avere una quantità di massa grassa e massa muscolare completamente diversa. Di conseguenza, anche il loro aspetto fisico, la forma del corpo e le loro prestazioni possono essere molto differenti.

È proprio per questo motivo che, durante un percorso di dimagrimento, è importante non affidarsi esclusivamente alla bilancia. Le misure corporee, le fotografie nel tempo, le prestazioni in allenamento e anche le sensazioni della persona rappresentano informazioni importanti per capire realmente cosa sta succedendo.

Spesso sono proprio le misure a far notare per prime il cambiamento. Capita infatti che una persona si concentri solo sul peso, pensando di non aver fatto progressi, per poi rendersi conto che alcune circonferenze sono diminuite o che determinati vestiti vestono diversamente rispetto a prima.

Allo stesso tempo, ci sono altri segnali meno misurabili ma altrettanto importanti: sentirsi più a proprio agio con il proprio corpo, avere più energia durante la giornata o notare miglioramenti nelle proprie prestazioni fisiche.

La bilancia rimane sicuramente uno strumento utile, ma deve essere inserita all’interno di un quadro più ampio. Per capire se un percorso sta funzionando davvero, è necessario osservare l’insieme dei cambiamenti e non soltanto un singolo numero.

Diamo un’occhiata al grafico: per renderlo chiaro e non fare confusione tra chili, centimetri e carichi in palestra, abbiamo fatto partire tutti i dati da una base comune: 100.

Possiamo notare come il peso (linea rossa) faccia continui sali e scendi, e addirittura nelle prime settimane tenda persino a salire. Questo ci dà la conferma che non è l’unico dato su cui dobbiamo fare affidamento. 

La circonferenza vita (linea verde), a differenza del peso, è in calo costante, settimana dopo settimana. Questo ci testimonia la vera perdita di massa grassa. 

La performance (linea blu), invece, è in continuo miglioramento e aumenta progressivamente nel corso del tempo.

I dati che vediamo in questo grafico si basano sulle medie delle evidenze scientifiche e mostrano il trend tipico di chi inizia a seguire un percorso di allenamento e un regime alimentare corretto. Ricorda però che la biologia non è matematica. Ognuno risponde agli stimoli in modo unico: c’è chi vedrà scendere le circonferenze fin da subito, chi noterà prima un’impennata della performance e chi invece avrà oscillazioni di peso ancora più marcate.

 

La costanza nel tempo è ciò che porta ai risultati

Uno degli aspetti più difficili di un percorso di dimagrimento non è necessariamente iniziare, ma riuscire a mantenere la costanza nel tempo.

Quando i risultati arrivano velocemente è facile rimanere motivati. La vera difficoltà nasce nei momenti in cui il cambiamento sembra rallentare e iniziano i primi dubbi.

In queste fasi è importante ricordare che il dimagrimento non è un processo lineare. Ci possono essere periodi in cui il peso scende rapidamente e altri in cui sembra non cambiare, anche se il percorso sta continuando nella direzione giusta.

Per questo motivo, costruire abitudini sostenibili è spesso più importante che cercare il risultato più veloce possibile. Un approccio troppo restrittivo può portare a risultati iniziali più rapidi, ma spesso è più difficile da mantenere nel lungo periodo.

L’obiettivo non dovrebbe essere solo perdere peso, ma imparare a gestire il percorso anche nei momenti in cui i cambiamenti sono meno evidenti.

 

L’errore più comune: cambiare tutto troppo presto

Quando il peso rimane invariato per qualche settimana, la reazione è spesso una di queste: fare di più o mollare.

Entrambe sono comprensibili. Quando ci si impegna con costanza è normale aspettarsi dei risultati e, se questi sembrano non arrivare, è facile pensare che ci sia qualcosa da cambiare. Il problema è che molte volte si prendono decisioni basandosi su un solo parametro: il numero mostrato dalla bilancia. 

Fare sempre di più

La prima reazione è quella di aumentare ulteriormente gli allenamenti, aggiungere sessioni di cardio o ridurre ancora le calorie. L’idea è semplice: “Se non sto dimagrendo, significa che non sto facendo abbastanza.”

In realtà, non è sempre così.

Se il percorso è stato impostato correttamente e altri parametri stanno migliorando, modificare tutto troppo presto può essere inutile e, in alcuni casi, persino controproducente. Ridurre eccessivamente le calorie o aumentare il volume di allenamento può rendere il percorso più difficile da sostenere e aumentare il rischio di abbandonarlo.

Mollare troppo presto

L’altra reazione, forse ancora più comune, è perdere fiducia.

Quando il peso rimane fermo per qualche settimana, alcune persone iniziano a pensare che il percorso non stia funzionando e, poco alla volta, smettono di seguire con costanza le abitudini che avevano costruito.

È una situazione che capita più spesso di quanto si pensi, ma nella maggior parte dei casi il problema non è l’assenza di risultati. È averli cercati nel posto sbagliato.

Prima di pensare che il percorso non stia funzionando, è importante fare un passo indietro e osservare tutti i progressi nel loro insieme. Il peso è solo uno dei dati a disposizione e, se interpretato da solo, può dare un’immagine incompleta della situazione. 

Questo non significa che il percorso non debba mai essere modificato. Se dopo diverse settimane non si osservano cambiamenti né nel peso né negli altri parametri, può essere utile rivalutare la strategia. 

Se è davvero necessario apportare delle modifiche, è sempre meglio farlo dopo aver valutato l’andamento del percorso nel suo insieme, e non basandosi esclusivamente sul peso corporeo. 

 

Come monitorare davvero i progressi 

Se il peso è solo uno dei parametri da considerare, allora come possiamo capire se un percorso sta andando nella direzione giusta?

La risposta è semplice: osservando i progressi nel loro insieme.

Per prima cosa, è utile pesarsi sempre nelle stesse condizioni, ad esempio al mattino, a digiuno e dopo essere andati in bagno. In questo modo si riducono le normali variazioni giornaliere e il dato risulta più affidabile. Allo stesso tempo, è importante non dare troppo peso alla singola misurazione, ma osservare l’andamento nel corso delle settimane.

Un altro strumento molto utile sono le misure corporee. Misurare periodicamente circonferenze come vita, fianchi o cosce permette spesso di evidenziare cambiamenti che la bilancia, da sola, non riesce a mostrare.

Anche le fotografie di confronto possono essere un valido aiuto. Scattarle nelle stesse condizioni di luce, postura e distanza rende più semplice confrontare i cambiamenti nel tempo e avere una visione più oggettiva dei propri progressi.

Infine, non bisogna sottovalutare ciò che succede nella vita di tutti i giorni. Sentirsi più energici, allenarsi con maggiore facilità o notare che alcuni vestiti calzano diversamente sono tutti segnali che meritano attenzione e che, insieme agli altri parametri, aiutano a valutare il percorso in modo più completo.

 

Conclusione

Durante un percorso di dimagrimento è normale dare molta importanza al numero mostrato dalla bilancia. Tuttavia, come abbiamo visto, il peso rappresenta solo una parte del quadro e, se interpretato da solo, può portare a conclusioni sbagliate.

Osservare anche le misure corporee, i cambiamenti nell’aspetto fisico, le prestazioni in allenamento e le sensazioni quotidiane permette di avere una visione molto più completa dei propri progressi.

Il consiglio è quindi quello di non lasciarsi scoraggiare da una singola pesata. Ogni percorso ha i suoi tempi e il corpo non cambia sempre nel modo che ci aspettiamo. Imparare a valutare i risultati nel loro insieme aiuta a prendere decisioni più consapevoli e a vivere il percorso con maggiore serenità.

Se vuoi approfondire il tema sul dimagrimento allora dai pure un’occhiata qua: “Dimagrimento intelligente: come il corpo perde grasso davvero”.

Articolo a cura del Coach Lorenzo Bungaro. Puoi trovarmi sul mio  Profilo Instagram

 

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